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Casa ordinata

La casa ordinata è così:
Un luogo organizzato, pulito, con spazio libero per circolare
e una buona entrata di luce.
Ma la casa, per me, deve essere casa e non un centro di chirurgia, uno
scenario da telenovela.
C’è gente che spreca molto tempo pulendo, sterilizzando, mettendo in ordine i
mobili, ammorbidendo i cuscini…

No, io preferisco vivere in una casa dove risalta e percepisco subito:
Qui c’è vita…
Casa con vita, per me, è quella nella quale i libri sporgono dalle mensole
e gli ornamenti giocano a cambiar posizione.
Casa con vita ha i fornelli consumati per l’uso, per l’abuso di merende
in abbondanza, che chiamano tutto il mondo al tavolo della cucina

Divano senza macchia?
Tappeto senza filo tirato?
Tavolo senza segno di bicchiere?
E’ certamente una casa senza festa.

E se il pavimento non ha graffi, è perché lì nessuno danza.

Casa con vita, per me, ha il bagno con il vapore profumato nel bel mezzo del pomeriggio.
Ha cassetti con roba inutile, di quelli che la gente ci conserva spago,
passaporto e candela di compleanno, tutto insieme…
Casa con vita è quella nella quale la gente entra e si sente ben venuta.
Che è sempre pronta per amici, figli…
Nipoti, per i vicini…

E nelle stanze, se possibile, ha lenzuola rovesciate per le persone che giocano
o fanno l’amore a qualunque ora del giorno.

Casa con vita è quella che le persone mettono in ordine affinché rispecchi le persone.
Metti in ordine casa tua tutti i giorni…
Ma metti in ordine in modo che resti il tempo per viverci…
E riconoscere in lei il tuo luogo.

Carlos Drummond de Andrade

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E allora, impara a vivere…

“E allora impara a vivere.
Tagliati una bella porzione di torta, con le posate d’argento.
Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi.
Apri gli occhi.
Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale.
Apri le narici.
Annusa la neve.
Lascia che la vita accada…”

(Sylvia Plath)

 

Tattoo

I giovani si credono invincibili

“Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi si crede di saperla lunga, dicono: “I giovani si credono invincibili” non sanno quanto hanno ragione.
La disperazione non fa per noi perchè niente può ferirci irreparabilmente.
Ci crediamo invincibili perché lo siamo.
Non possiamo nascere, e non possiamo morire.
Come l’energia possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazioni.
Gli adulti invecchiando, lo dimenticano.
Hanno una gran paura di perdere, di fallire.
Ma quella parte di noi che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha una fine, e dunque non può fallire…”

Tratto da “Cercando Alaska. Chi sei? Chi eri? Perché te ne sei andata?” di John Green.

Perché mi sono ricordata di avere, dalla mia, la fortuna di non aver perso il disincanto e la voglia di scoprire che avevo da piccola.