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Cicatrice

Ho una ferita, sulla gamba sinistra.
Ho una ferita nuova, sulla gamba sinistra.
Ho una ferita nuova che diventerà una cicatrice a forma di cuore, sulla gamba sinistra.
Mi sono incagliata nel carrello di una vecchia e pesantissima macchina da scrivere, abbandonata a terra con finta noncuranza come piccolo monumento alla cultura.
Battendogli contro non si è spostata.
Ma nemmeno io ho ceduto.
Ed in questa sciocco puntiglio fra femmine ho cacciato così tanto sangue che la sala si è fatta mattanza di tonni.
Colpa mia: pensavo a come chiudere un capitolo mentre camminavo.
Sono tonta.
Triste.
Pensierosa.
Distratta.
Sognatrice.
Ma una ferita a forma di cuore per invidia di una macchina da scrivere ha qualcosa di sconsideratamente romantico…

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Il violinista pazzo

“Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all’ improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all’ improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d’ essere malmaritata,
L’ appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici

d’ aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell’ anima gemella,
quella parte che ci completa,

l’ ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell’ ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda –
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere –
la melodia del violinista pazzo…”

(Fernando Pessoa)

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Grammatica essenziale

Consigli di Ennio Flaiano a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura attratto dal numero dei premi letterari.

– Chi apre il periodo, lo chiuda.
– E’ pericoloso sporgersi dal capitolo.
– Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
– Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
– Chi tocca l’apostrofo muore.
– Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
– La persona educata non sputa sul componimento.
– Non usare l’esclamativo dopo le 22.
– Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
– Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
– Tenere i soggetti al guinzaglio.
– Non calpestare le metafore.
– I punti di sospensione si pagano a parte.
– Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
– Per le rime rivolgersi al portiere.
– L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni.
– E’ vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
– E’ vietato aprire le parentesi durante la corsa.
– Nulla è dovuto al poeta per il recapito.

Gay Talese

Ho letto con grande piacere l’ intervista che l’amico Stefano Ciavatta ha realizzato con Gay Talese.
Consiglio vivamente la lettura.
Non solo perché troverete un articolo scritto da una penna più che felice.
Ma avrete anche la possibilità di conoscere un autore eccezionale, che ho conosciuto pochi anni fa e che mi sono goduta nella raccolta che vi consiglio qui di seguito.
Un’ottima lettura, per incontrare un giornalista di razza.

Titolo: Frank Sinatra ha il raffreddore. Ritratti e incontri
Autore: Gay Talese
Editore: B.U.R. , 314 pagine, 11,90 euro.