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Il parrucchiere di Auschwitz

“Mutze ab! Wegtreten!” urlò un tizio dall’aspetto imponente, con il busto stretto in una giacca nera avvitata, pantaloni e stivali da equitazione.
Il direttore di un circo, pensò Maurizio, ecco cosa sembrava, quel circo da cui adesso migliaia di uomini si allontanavano, calcandosi di nuovo il berretto sulla fronte, rilassando la schiena curva e trascinandosi verso le baracche.
Un circo, si ripetè, senza trapezisti né giocolieri, solo schiere di pagliacci pallidi e tristi, la cui apparizione suscitava ogni volta le stesse risate sadiche fra il pubblico delle prime file…

Romanzo strano.
Bellissimo.
Ma sono entrata dopo qualche pagina nei continui tuffi tra passato e presente.
Due voci narranti, per due vite che si intrecciano: quelle del nonno e della nipote.
Il rastrellamento del ghetto di Roma.
La tenerezza, la paura, i nascondigli e la vita nel campo di concentramento, la speranza di una vita oltre tutto l’orrore.
I capelli, folto fil rouge di tutta la narrazione.
E tutto è unito dall’amore.
Non un sentimento melenso, appiccicoso od onirico.
È un amore passionale, carnale, ricco di colori: avvolge ogni momento, ogni cambiamento repentino di scenario, ogni lacrima ed ogni nuova gioia.
Riesce ad essere intenso e violento quanto il dolore.

Una pagina in particolare mi ha mozzato il respiro.
Il protagonista sfoglia le fotografie che immortalano la sua amata.
Non la voglio citare: sono sicura che avrete la stessa mia reazione leggendola.

Quest’opera di Paradisi gonfia ancor di più la già vasta scelta di titoli sullo sterminio nazista.
Eppure è tutto raccontato in un modo nuovo, non scontato, non standardizzato.
Una lettura che scorre veloce.
Che ci farà riflettere a lungo.

Titolo: Il parrucchiere di Auschwitz
Autore: Éric Paradisi
Editore: Longanesi, 206 pagine, 12euro

Poeti migranti per la Giornata Mondiale della Poesia

E’ uno spettacolo che unisce musica e parola e si chiama “Viandando qui e altrove“ .
Le parole, in forma poetica, diventano strumento di condivisione e superamento delle differenze culturali e provengono da 15 paesi, con la partecipazione di 22 poeti bilingui.
L’iniziativa, organizzata da Cosimo Cinieri, si svolgerà il 23 marzo in occasione della Giornata Mondiale della Poesia all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Un omaggio alla migrazione, dunque, in tempi in cui questo fenomeno viene ricordato e letto soltanto in chiave negativa.
La manifestazione ha la particolarità di ospitare poeti che scrivono nella lingua madre e in italiano.
Ad accompagnare le letture ci sarà musica dal vivo interpretata da artisti di diverse nazionalità e danze di vario genere.
Inoltre verranno proiettate su uno schermo circolare le immagini delle partenze e degli arrivi a ricordare che il nostro paese, oggi divenuto meta, è stato per lungo tempo il punto di partenza dei tanti emigranti che andavano a cercare fortuna altrove.

Viandando qui e altrove
data: 23 marzo 2010
Luogo: Auditorium Parco della Musica Roma
costo: Ingresso € 10

Fonte: Booksblog.

“La lista di carbone”

Ho comprato questo libro un anno e mezzo fa.
Volevo qualcosa da leggere mentre Trenitalia mi riportava dai miei: qualche giorno di relax, prima di rituffarmi nell’Urbe.
Lette le poche righe che ne riassumo il contenuto mi sono avviata alla cassa.
Mi attirano sempre i libri che parlano di libri, così come la corrispondenza altrui.
Da circa vent’anni studio tutto quel che trovo sull’Olocausto.
Non disdegnando i romanzi.
A volte bastano poche pagine per capire che sono stati messi in piedi alla menopeggio, banali, mal scritti, con l’unica intenzione di essere esposti nella settimana che ingloba la Giornata della Memoria giusto per raggranellare una manciata di euro.
“La lista di carbone” si discosta ampiamente da queste furbate editoriali.
L’autrice era per me già una garanzia: da qualche anno seguo con solluchero i suoi reportages in giro per gli angoli meno conosciuti del Globo.
E la stessa passione è palese scorrendo le righe di questo romanzo.
Non si legge.
Si aspira in un fiato solo, ma senza fretta.
Assaporando le parole, una dopo l’altra, che sono però così forti e trascinanti da diventare gli anelli di un vortice.
Per questo richiudere il testo è così difficile.
Perché si ha davvero la sensazione di una mano sicura che serra decisa ed accattivante il polso del lettore, portandolo a vedere cosa succede nel capitolo successivo.
E poi ancora.
E ancora…
La storia si ambienta nella Roma contemporanea.
In realtà il romanzo che ci troviamo tra le mani è il diario che Anna è costretta a tenere.
Costretta, si.
Perché la ventisettenne capita nella libreria dell’ultrasettantenne Cristina per un motivo molto particolare.
E quello che scorre tra le pagine è il resoconto giornaliero che deve compilare per il suo psicologo.
Due donne così distanti come modi di fare e di vivere che si trovano accomunate dalla passione per i libri e la letteratura.
Una copia in lingua tedesca dell’ “Enrico IV”.
Da questo volume prende corpo la storia vera e propria.
La Germania della Seconda Guerra Mondiale, il Nazismo, le persecuzioni, la tragedia collettiva ed i drammi personali.
Un’immensa e struggente storia d’amore che si avviluppa tra servizi segreti, parole non dette e persone che non riescono a dimenticare.
In tutto questo si avventura Anna, con la scusa di ultimare la sua tesi di laurea.
Il suo scopo principale è di aiutare chi le è stata vicina nel momento in cui si sentiva ormai vuota.
Ricerche, viaggi, tanti appunti, lettere, diari ed anche un quaderno di ricette.
E poi lo scoglio più duro ancora della diffidenza: la paura di riaprire vecchie ferite.
Ma la ragazza è decisa: può solo andare avanti.
E non ha paura di toccare vecchie cicatrici.
Anzi: è come se prendesse un coltello e le squarciasse.
Per vedere e farci vedere cos’è stato, per far capire a tutti gli altri cosa potrà essere da ora in poi.
Per tentare di mostrarci il dolore di chi è stato vittima di questa tragedia, ed il pentimento senza fine di chi si è accorto di aver lottato per la parte sbagliata.
Non vi anticipo altro, sarebbe il peggiore dei delitti.
Soprattutto perché rimarrete di stucco nello scoprire cosa sia la lista di carbone.
Se deciderete di intraprendere questa lettura, potreste trovarvi spesso con gli occhi lucidi.
Perché non è solo un romanzo e nemmeno soltanto la descrizione minuziosa della barbarie umana.
Con rara maestria l’autrice è riuscita a fondere nel testo tutta una serie di informazioni utili a chi voglia approfondire alcuni aspetti dell’Olocausto.
Interessante il soffermarsi sulle costruzioni dei campi di concentramento.
Mi ha ricordato moltissimo un eccellente documentario francese visionato ai tempi dei miei corsi di Storia e Critica del Cinema.
“Notte e nebbia” di Alain Resnais.
Terribile, ma necessario.

Ho sottolineato tantissimi pensieri in questo libro.
A colpirmi però è stato un capoverso delle prime pagine che, ritengo, riassuma egregiamente il significato dell’intero scritto:

“Fino all’ultimo giorno, dietro l’angolo che giriamo tutte le mattine, qualcosa o qualcuno può sorprenderci, rimettere tutto in discussione, ridonare vigore ad un’esistenza appassita.
Anche se la vita trascorsa è tanta e la vita appare un piccolo lumicino da affrontare con timore, fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo giorno, può accadere l’imprevedibile”

Titolo: La lista di carbone
Autore: Christiana Ruggeri
Ed: Mursia, 254pagg, 17euro.