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Nuca

C’è poi quel piacere.
Quello inaspettato.
Dove la sensualità che spacca i muri non ha bisogno di tacchi, camiciole scollate o rossetti color marsala.
Ora no.
Basta qualche capello che sfugge dalle forcine, e ricade assonnato sulla nuca di una sconosciuta.
È più di uno sguardo arrivato distrattamente negli occhi pigri di un lunedì.
Ma dalle pupille si espande e si insinua in ogni fibra.
Come il primo caffè bevuto di furia in una mattinata gelata…

(Neve Snowhip, io 09 febbraio 2015)

Nuca

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Mani, dita, noi…

Mi abbracci: adoro quando lo fai forte.
Mi baci: amo la tua bocca che pare non voglia lasciarmi mai.
Mi scopi: così divinamente da farmi diventare plastilina, che modelli come vuoi.

C’è però un momento.
Piccolo.
Agli occhi degli altri impercettibile.
Quando usciamo a cena, o ci troviamo per caso in giro, ad un certo punto la tua mano cerca la mia.
Come un ladro fulmineo ma delicato: inizi dal polso, e scivolando come acqua bollente sfiori il palmo, tutte le dita, il mio anello.
Sull’anello ti fermi qualche secondo in più: mi sta appena largo, e lo muovi piano, facendolo vibrare e tirandolo come fai con i miei capezzoli prima di morderli.

Poi arriva.
L’aspettavo, l’aspetto ogni giorno.
Mi stringi con forza la mano, coprendola completamente con la tua.
È questo a scuotermi dentro, come un’onda gonfia.
È questo a far scivolar via ogni mio dubbio.
È questo che mi fa capire come, cosa e quanto noi siamo.

(Neve Snowhip, io, 5 ottobre 2014)

 

Coppiamani

 

 

 

 

Non mi importa…

Non mi interessa della pioggia che sta scendendo.
Della mia febbre, si: ancora lei.
E nemmeno del lavoro che ci attenderà oggi, pesante ed appiccicoso: suicidio che va e viene ogni giorno, come uno yo-yo tra le dita distratte di un bimbo grasso con le unghie sporche.
Ho freddo stamattina: resto a letto, benedicendo il giorno in cui abbiamo piazzato la moka elettrica sul comodino.
Ti sento respirare.
Il ritmo è tranquillo, come se oggi fosse domenica.
I segni bruciano strusciando contro le lenzuola: bruciano i miei ed i tuoi, ma quella notte di carne pura diventa un ricordo lontanissimo quando sento il tuo profumo.
Sai di acqua di mare, di limone ed anche un po’ della cannella del mio dentifricio, che di sicuro ti è rimasto impigliato tra i baffi.
Non mi interessa della pioggia, della febbre, del lavoro.
Ti prendo una mano, la chiudo nella mia, poggiandomela sulla pancia.
Stringi le dita.
Ho bisogno di te, oggi e sempre.
Il resto è sottofondo evanescente, come il vapore morbido dalla caffettiera…

(Neve Snowhip, io,  ottobre 2014)

 

 

Coppialetto

Notte strana…

Notte strana, questa mia.
Notte non vicina, ma nemmeno così lontana.
Notte di visi nuovi.
Notte di penne che non scrivono.
Notte di tanfo di patatine fritte.
Notte di caffè buonissimo, ma in tazzina sudicia.
Notte di pensieri così veloci e concreti che metton voglia di scappare.
Notte di occhi pronti a cedere alla stanchezza.
Notte gelata, dopo una giornata di sole insopportabile.
Notte di voglie che si bloccano.
Notte in attesa dell’amore, quasi fosse una festa.
Notte con la paura che la festa possa finire troppo presto.
Notte fragile, che si finge dura.
Notte di smalto sbeccato, di quello che noti solo avvicinando la glabella.
Notte di tassisti che ti dicono “stai attenta…” .
Notte di lavoro, quando chi ti vuol bene crede tu stia riposando.
Notte di figli che non arrivano ora e mai, e ti domandi il senso del ciclo e dei suoi crampi.
Notte d’un piccione che mi guarda sconsolato.
Notte di libri che non si riescono a leggere.
Notte di fidanzati che si baciano e del fumare distratto di chi li osserva.
Notte di turisti, ammonticchiati come cuccioli di labrador in una cesta.
Notte di camerieri in pausa, che guardano il cielo scrocchiando il collo.
Notte dei tuoi abbracci, che sento anche se stai dormendo.
Notte strana, questa mia.
Notte dei miei baci non ancora vicini, ma nemmeno così lontani…

(Neve Snowhip – 17 ottobre 2014, 3.13 a.m.)

Tazzina