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Gay Talese

Ho letto con grande piacere l’ intervista che l’amico Stefano Ciavatta ha realizzato con Gay Talese.
Consiglio vivamente la lettura.
Non solo perché troverete un articolo scritto da una penna più che felice.
Ma avrete anche la possibilità di conoscere un autore eccezionale, che ho conosciuto pochi anni fa e che mi sono goduta nella raccolta che vi consiglio qui di seguito.
Un’ottima lettura, per incontrare un giornalista di razza.

Titolo: Frank Sinatra ha il raffreddore. Ritratti e incontri
Autore: Gay Talese
Editore: B.U.R. , 314 pagine, 11,90 euro.

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Ozzy: urlo la mia gioia

Come sta, Mr. Osbourne?
«Bene, fantasticamente bene».

Si, Ozzy sta bene e questa è già una notizia. Da colui che ha ingurgitato più alcolici e stupefacenti di chiunque altro nella storia del rock’n’roll, una risposta positiva alla più classica delle domande è già un sospiro di sollievo. Perché Ozzy Osbourne, la leggenda “nera” dei Black Sabbath, stasera suona al Palasharp di Milano, accompagnato dai Korn, più giovani confratelli del metal, genere che Ozzy di fatto inventò all’inizio degli’anni’70.
L’estate scorsa, il cantante ha pubblicato un album, “Scream”, l’undicesimo da solista. E ha smesso con qualsivoglia forma di eccesso. Non è più tempo di mangiare pipistrelli o di sniffare file di formiche, come narrano divertiti annali del rock: questo signore di Birmingham, figlio di poverissimi operai delle Midlands, alla fine ha 61 anni. E molti si chiedono come sia arrivato integro sino a qui. Se lo deve esser chiesto anche il quotidiano britannico Sunday Times che, udite udite, gli ha da poco affidato una rubrica sulla pagina della salute.

Ozzy, si è dunque definitivamente “ripulito”?
«Oggi posso dire di sì, sul domani non garantisco. Quest’album, in cui “urlo” al mondo la mia gioia, l’ho registrato senza ricorrere ad alcuna sostanza».

E per questo che il Sunday Times le ha affidato la rubrica?
«Sfido chiunque ad aver consultato più medici di me. Vista la mia lunga esperienza in materia, posso permettermi di dare dei consigli. Se hai mal di testa, non prendere due aspirine, ma aspetta che ti passi come ho fatto tante volte io. Comunque sono tranquillo, in fondo a ogni articolo c’è un “disclaimer” (ndr un esonero dalle responsabilità): “Chi scrive queste righe non è un medico professionista”».

Il metal è invece in buona salute…
«Faccio questo mestiere da 42 anni: quante volte ho sentito dire che il metal era morto… e poi l’ho visto puntualmente rinascere. Perché ci sono bravissimi ragazzi come i Korn che divideranno il palco con me».

Ha detto che invece la televisione, vedi “The Osbournes”, il popolare reality sulla sua famiglia trasmesso da MTV qualche anno fa, non la rifarebbe più.
«Quella fa male. All’inizio la trasmissione mi piaceva, poi quelle telecamere che spiavano ogni singolo momento della mia vita, senza più alcuna privacy, mi hanno mandato fuori di testa. E ho ripreso a drogarmi. Ho dovuto smettere. Del resto, non ho iniziato a cantare per diventare un giorno una star televisiva. Se lo vede lei un Ozzy che presenta le previsioni del tempo?».

In effetti, no. Ma se nascesse domani, rifarebbe tutto quello che ha fatto?
«Si, per la gioia di rivedere un pubblico che mi sostiene».

Anche tutte le varie pazzie?
«Sì, altrimenti mi annoierei. Ma non per questo, invito gli altri a seguire il mio esempio».

Cosa sarebbe diventato se il rock non fosse entrato nella sua vita?
«Un pessimo scassinatore».

Quindi il rock l’ha salvata?
«No. Mi hanno salvato le persone che mi sono state vicine».

Fonte: Matteo Cruccu per “Il Corriere della Sera”.