Archivi tag: futuro

Forse non essere…

“Forse non essere è esser senza che tu sia,
senza che tu vada tagliando il mezzogiorno
come un fiore azzurro, senza che tu cammini
più tardi per la nebbia e i mattoni,
senza quella luce che tu rechi in mano
che forse altri non vedran dorata,
che forse nessuno seppe che cresceva
come l’origine rossa della rosa,
senza che tu sia, infine, senza che venissi
brusca, eccitante, a conoscer la mia vita,
raffica di roseto, frumento del vento,
ed allora sono perché tu sei,
ed allora sei, sono e siamo,
e per amore sarò, sarai, saremo…”
(Forse non essere è esser senza che tu sia – Pablo Neruda)

Capelli verdi

Mi piacciono i giri in macchina, lo sai.
Adoro che mi si porti in giro senza meta a conoscere gli angoli meno battuti della città, così come a sforare leggeri oltre le mura.

– Oh, che peccato!
– Che succede?
– Hanno chiuso il locale di Sandro, era un’istituzione qui, i suoi fritti erano… perché mi guardi?
– Come conosci Sandro?
– Beh, io dai venti ai ventitré anni ho vissuto qui.
– Ah, si?
– Fai ridere anche me, per favore…
– Dove abitavi allora?
– Qui vicino, praticamente sopra la fermata della metro.
– Verdi.
– No, era via…
– Verdi.
– Ti dico di no.
– Si: avevi i capelli verdi.

In silenzio, come due ebeti.
Eppure in quegli attimi di silenzio, ecco: li ci siamo amati, davvero.
Tutti quegli anni, cancellati di colpo.
Io avevo di nuovo i miei capelli lunghissimi e mossi, e tu appena più lunghi di come li porti ora.
Mi accarezzi come fai sempre.
Lasci scivolare la mano lungo l’orecchio, la guancia, le mie labbra che baciano il palmo salato.
Siamo diversi: sono diversa.
Bella come prima che la malattia mi mangiasse anche l’anima.
Meraviglioso tu, come ora.
Non siamo più qui.
Guardandoci negli occhi siamo dove sempre abbiamo desiderato.
Pian piano tutto si materializza.
Le montagne.
Quelle vere, dure e difficili che abbiamo scoperto di amare entrambi.
Le piante di noci.
L’ombra.
Il fresco tagliente.
I bambini che ridono, e non serve nemmeno girarmi per capire che state combinando qualcosa.
Sento i sorrisi a bocche piene.
Bocche piene dei pezzetti di crostata che continui a dar loro di nascosto.
Sorrido anche io.
Facendo finta di non accorgermi di nulla.

Mi asciughi le lacrime prima di scendere dalla macchina.
Dobbiamo andare a pranzo.
– Non piangere, piccola mia: non piangere più…

(Balente – 25 settembre 2014)

Capellii

 

 

Cambiamento

Tra quel che è passato e quel che sta per arrivare c’è davvero da essere poco allegri, oltre a brasare tutte le ciarle da bar che si sentono in giro (a tutti i livelli). Ieri ad udire i nomi di Prodi, Dini e compagnia giurassica mi stavo per sparare in uno stinco. Dovremmo ambire al nuovo che avanza, non di nuovo a chi è avanzato. E faccio valere questo discorso per tutti: destra, sinistra, centro, cattolici, atei, agnostici, saltacarristi, cerchiobottisti e spandimerda vari ed eventuali.

Futuro

“Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo.
Ma qualcosa di buono succederà perché sorridiamo…”

Saggezza nipponica.

Anche se con tutto questo dolore negli occhi sorridere sembra un ricordo lontano.

(immagine pescata qui )

Today we live the dream…

Su “Internazionale” ho trovato questo.

Compito a casa.
Pensate al vostro sogno più grande.
E ai tre passi che vi mancano per raggiungerlo.