Archivi tag: bambini

Corrispondenza

Lettere.
Ne scrivo e ne ricevo tante, da sempre.
Quando ero piccola, e la penna per me la impugnava nonna: mondina spiccia ed autoritaria vera, aveva quella sua grafia elegante, femminile e perfetta da farmi credere che il piccolo angolo dove teneva appoggiata una scatola col suo necessaire per la corrispondenza, che quella fosse la sua stanzatuttaperse.
Io dettavo, lei scriveva e la mattina dopo si imbucavano le buste, una alla volta.
Appesa al muro, lei, la custode delle lettere: rossa, accogliente, muliebre e botticelliana, era per me bimba una sorta di porta magica pronta a farmi comunicare con il Mondo intero.
E continua ad esserlo.
Oggi ho incrociato questa fotografia online, ed ho sorriso.
Mi sono rivista con la gonnellina scozzese a pieghe, le paperine di vernice ai piedi e col braccino allungato a dismisura per arrivare alla feritoia e lasciar cadere dentro la buca l’ultima lettera.
La magia iniziava.
E come un nodo celtico, arrivava alla mia cassetta delle lettere, per poi ripartire.
Tante volte.
Per non lasciare mai fermi i sogni.

Annunci

Abbraccio…

In questi giorni di canicola, sapete chi sono i miei veri eroi?
Tutti quei bimbi che in barba a millemila gradi di temperatura tengono abbracciato strettostretto il loro orsetto di pelouche.
Perché è un amico, punto e basta…

(Me, 12 luglio 2015)

BimbaOrso

La chiave di Sarah

Difficile.
Davvero difficile per me criticare un romanzo.
Soprattutto su un argomento così delicato, ed a me particolarmente caro e sentito.

Non vi racconterò troppo della trama.
Scoprirla pagina dopo pagina è una dolorosa ma necessaria lettura.
Che vi darà spunti per orientarvi verso altri testi.

Cuore di tutto è la piccola Sarah.
Testimone involontaria ma lucida di una dei tanti bambini rastrellati con le loro famiglie a Parigi, il 16 luglio 1942, e stipati nel Vélodrome d’Hiver.
Una delle tante tragedie che colpirono l’Europa in quegli anni, ma stranamente poco conosciuta al grande pubblico.
Per un rapido approfondimento, vi consiglio: http://it.wikipedia.org/wiki/Rastrellamento_del_Velodromo_d’Inverno

Una chiave.
Oggetto piccolo, ma prezioso e vitale.
E’ la chiave dell’armadio dove Sarah chiude il suo amato fratellino Michel, dopo che i poliziotti hanno fatto irruzione nella loro casa.
L’armadio.
Il loro posto magico e segreto: non è un mobile, ma un gioco di porte che cela il vero e proprio armadio realizzato come una nicchia nel muro; e la serratura è invisibile, perché nascosta da un finto interruttore della luce.

La narrazione è tanto semplice, quanto terribile: proprio perché filtrata dagli occhi di una creatura spaesata, impaurita, ma determinata a tornare nella sua casa per riabbracciare il fratello.
Tutto è grande, immenso: dalla folla delle persone accalcate e disperate, agli stivali dei militari che passano loro accanto.
E la scrittura è così curata ma immediata da rendere il testo fruibile da chiunque: giovani ragazzi al pari di adulti.

Perché mi ha fatto fortemente storcere il naso?
Il romanzo è strutturato a capitoli alternati: in uno, il racconto di Sarah, nell’altro il racconto della giornalista che ricostruisce tutta la vicenda, partendo da un appartamento parigino da anni proprietà della famiglia del marito.
E poteva essere un’ottima soluzione stilistica.
Peccato che questa parte di inchiesta dapprima è troppo melensa e sentimentale (alcune descrizioni del consorte sono tragicomiche), quanto la descrizione della famiglia diventi grottesca, in modo scontato ed insopportabile: peggiora ulteriormente negli intrecci.
Il voler mettere troppa carne al fuoco ha slegato tutto: ed ogni particolare, ogni scoperta, ogni intreccio diventato debolissimi ed inverosimili, fiaccando un romanzo piacevole.

Infatti, a mio modesto parere, la narrazione del percorso di Sarah è davvero ben scritto: mescola con sapienza paure e tenacia di una bimba testarda, con una meta precisa.
Il racconto della ricerca che ha portato alla scoperta di questa vicenda è… troppo: ridimensionandolo, curandolo meglio, sfrondando le inutilità sarebbe stato ottimo traliccio per tutta la narrazione.
Ed il romanzo avrebbe guadagnato in fluidità e tensione.

Consiglio la lettura?
Ni.
Solo se siete curiosi di scoprire dove sia arrivata quella famosa chiave.

Titolo: La chiave di Sarah
Autore: Tatiana De Rosnay
Editore: Mondatori, 320 pagine, 9.50euro

la-chiave-di-sarah

Buon Natale… in ritardissimo!

“Ma è vita, questa?
Trecentosessantaquattro giorni all’anno il solito tran tran: sempre avanti e indietro dal letto al gabinetto, dal cortile alla cucina, dal giardino alla stalla, dalla stalla alla cucina, dalla cucina al cortile, sempre qui, sempre solo, mai uno svago, mai un momento di relax… E le serate? Sempre a leggere le letterine di quegli insulsi mocciosi, piene di sbagli di ortografia, macchie d’inchiostro, ditate di unto… e tutto questo per passare la notte di Natale al freddo, inzuppato di pioggia e neve, su e giù per centinaia di camini sudici e puzzolenti? No signori, basta! …”

 

 

BabboNatale

If you wanna break free…

“Io spero che i bambini, mentre ascoltano le mie canzoni o ci ballano sopra, sentano che la vita non è tutta così brutta.
Anche solo per un minuto…”

John Paul Larkin aka Scatman John

Ninna nanna de la guerra

“Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili.

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone…”

Trilussa, 1914.

Tocca a te! Concorso nazionale di editoria tattile

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto dei ciechi di Milano sono lieti di presentare TOCCA A TE! , primo concorso italiano di letteratura tattile illustrata.
Un concorso nato per sostenere e promuovere l’editoria tattile e per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione di libri tattili illustrati a livello nazionale.

Sono disponibili:
BANDO concorso editoria tattile TOCCA A TE
Locandina TOCCA A TE

Luogo d’incontro di tutti gli autori di bozzetti tattili, il Concorso TOCCA A TE! premierà gli album più belli e selezionerà i 5 partecipanti italiani alla X Edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, che si svolgerà a Praga nel Novembre 2011. Dalla prossima edizione infatti, il Gruppo Typhlo & Tactus, avendo esteso la competizione a tutti i paesi del mondo, ha deciso di accogliere al concorso solamente 5 libri per ogni nazione partecipante. TOCCA A TE! rappresenta quindi una preselezione al Concorso Typhlo & Tactus 2011.
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi raccoglierà sul territorio nazionale i libri partecipanti, farà parte della giuria giudicatrice dei migliori libri in concorso, e si impegnerà, qualora ne esistano le condizioni di riproducibilità, ad editare i libri vincitori, i quali entreranno a far parte della collana per l’infanzia “Sotto a chi tocca!”. Impegno che deriva dalla consapevolezza dell’importanza che il libro riveste nello sviluppo del bambino, quale fonte imprescindibile di conoscenza, sperimentazione, gioco, integrazione scolastica e sociale.
La Fondazione Robert Hollman e l’Istituto dei ciechi di Milano organizzeranno la giuria di esperti incaricata di nominare i vincitori e di selezionare i 5 libri che parteciperanno alla X Edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus 2011. La giuria sarà composta di esperti nazionali nell’ambito della disabilità visiva e della letteratura per l’infanzia. Sarà una giuria mista di persone cieche, ipovedenti e vedenti.
Il vincitore della prima edizione di “TOCCA A TE!” riceverà un premio in denaro di 1.500 euro.
Il Concorso avrà luogo il giorno 17 giugno 2011 presso la sede di Padova della Fondazione Robert Hollman e si concluderà con la proclamazione dei vincitori.

Il Concorso è dedicato alla memoria di Mauro L. Evangelista.