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Manine

Mattinata gelata.
O forse è il freddo dell’ennesima notte insonne.
Ore speciali queste, soprattutto in un giorno di festa.
Tutto è ancora immobile: le nuvole e l’erba, le automobili ed i cani, le girandole ed i panni dimenticati stesi.
Sale appena, lenta e greve, la fettuccia di vapore dal mio cappuccino.
Agguanto la tazza ed al primo sorso sorrido.
Sono tanti, troppi anni, che giro per ospedali: ed ancora non ho finito.
Il mio corpo ha subito evoluzioni continue: terribili, buffe ed a volte grottesche.
Ma è stato costantemente amato e vissuto come piccola ed esclusiva opera d’arte grazie a tutto quel che mi succedeva.
I capelli persi, e ricresciuti in modo irriconoscibile.
La magrezza eccessiva e serica, come i tanti pannicoli in più che mi facevano somigliare ad una caricatura.
Il dolore che ovattava i suoni ed il suo scemare all’improvviso, come quando sistemo meglio il jack delle cuffie ed il suono arriva come un boato.
Le mie mani, no: loro non sono mai cambiate.
Grande e grossa, ho sempre avuto manine da bimba: piccole, morbide, con un velo di leziosa ferocia e con le fossette sul dorso.
Ancora oggi quando applico lo smalto, l’effetto è quello di averlo rubato alla mamma.
E sorrido perché nonostante tutti questi anni, tra malattia e lavori convulsi, loro sono rimaste identiche.
Conservando la tenerezza, la grazia e la dolcezza che ho sempre avuto e voluto nella mia vita: lottando ed accogliendo.

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Kafka e la bambola viaggiatrice

Non un romanzo.
Ma un bel racconto lungo.
Che ci presenta, in forma romanzata, un episodio realmente avvenuto nella vita dello scrittore Franz Kafka.

Come consolare una bambina che piange a dirotto dopo aver smarrito la sua bambola?
Sconosciute entrambe all’uomo che cerca di rincuorare l’una, e di non perdere le speranze per l’altra?

Le pagine volano via velocemente.
Tra lacrime, amore e crescita.
Ed intorno, lo sguardo amorevole della compagna di Franz, che tutto avvolge e protegge.

Buona lettura…

Titolo: Kafka e la bambola viaggiatrice
Autore: Jordi Sierra i Fabra
Ed: Salani Editore, 121 pagine,12euro

La magia di Violet

La fotografa è la mamma, la neozelandese Holly Spring che con la serie di immagini dedicate alla figlia nata con una menomazione ad una mano ha vinto il premio di “fotografo creativo dell’anno” nel suo paese:
“L’ho fatto perché lei possa continuare a credere nella magia delle favole”

Da un articolo di IoDonna.

Violet