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Pillola di fiele #3: giornali e schedine, ovvero quando la gente farebbe meglio a tacere.

Giorni malaticci questi…
Stamattina sono uscita: non ne potevo più di stare in casa, ed avevo bisogno dei miei giornali.
Una fuga dal giornalivendolo sotto casa, un cappuccino al volo nel bar vicino e poi di nuovo sottocoperta.

Il venerdì per me è il giorno deputato ai giornali.
Un paio di settimanali.
Qualche mensile “tecnico”.
Tre periodici leziosamente femminili.
Ed il mio amato Limes.

Mi piace leggere la carta stampata: dai quotidiani ai bimestrali.
E cerco di fare (come dice un caro amico) carotaggio culturale: nonostante abbia le mie idee e convinzioni, attingo sempre da ambo i lati della medaglia.
Perché da piccola mi hanno insegnato: se vuoi criticare o lodare prima devi conoscere, non seguire il flusso come una pecora.

Perché il fiele.
Premesso che ognuno guadagna e spende come crede.
Mi accingo a pagare, una discreta somma.
Quando sento alle mie spalle il commento di una sciuretta col pellicciotto di castoro (e già per quello l’avrei presa a selciate sui denti, palesemente finti):
“Ma che sprecooo…tutti questi soldi per dei giornali!”

Peccato che la sciura avesse in mano una mazzetta alta due dita di gratta&vinci.
Perché i suoi di soldi invece andavano a buon fine.

Vi abbiamo presentato: quando la gente non capisce che farebbe meglio a tacere.
Misericordia…

In certi casi faccio come la portinaia de “L’eleganza del riccio”.
Preferisco passare per quella scema/che non ha sentito.
Altrimenti nutrirei a tritato umano tutti i gatti della zona.
E i gatti non meritano di mangiar porcherie .

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Pillola di fiele #2: il piacere dei dolci fatti in casa

L’altro giorno Balente girava per gli scaffali del supermercato.
Aveva voglia di preparare una bella torta, ed ha messo nel cestino:

– un pacco di farina, perché non si ricorda quanta ne abbia ancora a casa;
– uno di zucchero, per lo stesso motivo;
– lievito per dolci;
– mandorle, mele ed un barattolino di stecche di cannella.

Alza lo sguardo e vede i preparati per torte di una nota industria dolciaria.
Prende una scatola e legge gli ingredienti: farina, zucchero, agente lievitante, vanillina.
Stop.
Al costo di quasi quattro euro.
Poi a casa si devono aggiungere gli ingredienti freschi: burro, latte, uova, frutta…a seconda della ricetta.

“Buona e veloce!”

Veloce?
Ma se devo poi mettere tutto il resto la velocità dove sta?
Nel vendermi a quel prezzo qualche cucchiaiata di farina predosata?

Qualcosa non mi torna…

Pillola di fiele #1: latinorum et vademecum tango

La piccola (!) Balente all’ufficio postale:

Balente: buongiorno…può darmi un modulo per il paccocelere 1 plus?
Impiegata: si, certo. Ma si dice plaaas.
Balente: prego?
Impiegata: eh, sa signora, l’inglese ormai è ovunque!

Si.
Tranne che nel tuo cervello a forma di guscio di nocciola vuoto.

Davanti a tanta ignoranza non si può far altro che tacere.
Un po’ come la protagonista de “L’eleganza del riccio”.
Meglio glissare.
Ed altro che cave canem…qui c’è da star attenti agli umani.
Ma sono uscita fischiettando “Vademecum tango” .