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Solitudini e sorrisi

Non mi sono mai arrabbiata per le battute che le persone han sempre fatto sulla mia zitellaggine.
Alcune sono divertenti, e strappano un sorriso anche a me.
Altre sono così ferocemente grevi… e mi fanno pensare che… forse chi le spara non ha mai conosciuto quelle stille ghiacciate che ti cadono dentro quando sei solo: lentissime, gonfie e pesanti, con un tonfo mai sordo, e che si annoda in groviglio di suoni cupi e crescenti.
Se non hanno mai provato tutto questo, io sorrido: e sono felice per loro…

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Succulenta

Forse in una vita precedente sono stata una pianta grassa.
Di quelle cicciottelle.
Con le foglie bluastre.
A forma di rosa.
Che crescono ovunque da sole, senza che nessuno le pianti o le curi.
Stavo appoggiata sul muretto.
Come Charlie Brown, ad interrogarmi sui misteri della vita.
Come quelle donne perennemente coi gomiti puntati sul davanzale, a guardare chi passa.
Come chi fissa l’orizzonte, in attesa della carezza perfetta, nel momento perfetto, ed invece si becca una pallonata dai bimbi che giocano li accanto…

Tazze

Forse ho soltanto bisogno di essere amata.
Nei tanti modi concreti, possibili ed improbabili.
Anche se sono così.
Scoordinata e scombinata.
Come un servizio da tea spaiato ed impolverato, scovato per caso dal rigattiere.

Balente

La lontananza

La lontananza è trama ed ordito.
Un lavandino pieno di tazzine da caffè.
Una tastiera sfinita.
Uno scorrere continuo di fotografie.
Una voce morbida e profonda.
Un pomeriggio di pioggia e sonno a tratti.
Una scorza d’arancia buttata nel caminetto.
Una telefonata che non c’è.
Uno zainetto blu vicino al letto.
Un abbraccio stretto di nove mesi fa.
Un lasciarmi sola per darmi forza.
Una canzone che avevi scelto per me.
Uno sguardo da lontano.
Una corsa che fa bruciare i polmoni.
Un passo in più ogni giorno.
Un dolore che struttura.
Un sorriso a canzonar le mie paturnie.
Un morso nascosto.
Una foglia secca sulla sciarpa.
Una poltrona dove raggomitolarsi.
Un cielo sempre diverso.
Una manciata di mozziconi di matite colorate.
Un canovaccio pieno di castagne.
Uno schermo che illumina la stanza buia.
Un profumo che conosco a memoria.
Una bacio tra i capelli.
Un sorso di mirto.
Un pile amaranto.
Un sonno breve che mi regala pace.
Una mano che tiene stretta la mia davanti a tutti…

Auricolari

Non so voi.
Ma quando, senza preavviso, uno dei due auricolari smette di funzionare… è come se cedesse l’equilibrio.
Caracollo a fatica, stordita come un cane che ha perso le vibrisse.

Schieramenti.

Cerco sempre di essere sopra le parti.
Mai da quella del torto.
Piuttosto da quella del tortore…

(Me – 03 giugno 2015)

Compleanno…

Che anno strano questo mio.
Più bassi che alti.
La malattia che schiaccia, isola.
I lavori persi, gli appuntamenti mancati, le scadenze passate, i soldi volati.
Eppure pare che abbia vinto io.
E mi rialzo.
Con lentezza.
Ma costantemente.
Non è un inizio, nemmeno una fine.
È quel bizzarro e caotico caravanserraglio che è sempre stato il mio vivere.
Ho solo bisogno di un po’ di leggerezza.
Mi sono scattata qualche fotografia in questi giorni.
Ci siamo: io e la mia testa ancora pelata.
Alcune sono poetiche, altre di una bellezza struggente.
Ma nessuna mi convince.
Ed allora vi lascio i palloncini.
Anzi.
Vi lancio i palloncini.
Tenete una finestra aperta, ne entrerà sicuramente uno.
Sciogliete il nodo.
Aspirate l’elio.
Godetevi la vocina stridula da cartoon.
Sorridete.
Perché ogni volta che lo fate, sorrido anche io…