Archivi categoria: La musica che mi gira in cuffia

Auricolari

Non so voi.
Ma quando, senza preavviso, uno dei due auricolari smette di funzionare… è come se cedesse l’equilibrio.
Caracollo a fatica, stordita come un cane che ha perso le vibrisse.

Indiscrete domande musicali

Nonostante io sia un’anima sola con ogni membro dei Queen, dal lontano 1986 (si, ero piccinapicciò), cercherò di non abusarne nelle mie risposte.
O, almeno ci proverò.

Ascolti spesso musica?
Praticamente in ogni momento della mia giornata. Non mi piace ascoltarla se devo camminare per la città: più per sicurezza che altro.

Dove l’ascolti più solito e con che cosa?
Se sono in viaggio, con il mio lettore mp3 da 4gb. No, non quello melato: ho un supporto molto meno blasonato, ma resistentissimo, che non occupa spazio e mi regala una resa di suono perfetta.
Se lavoro, ovviamente mi affido al pc.
Mentre se sono a casa ho uno di quegli accrocchi per far girare dai dischi alle musicassette.
Però difficilmente ascolto senza usare le cuffie…

Acquisti molta musica? Acquisti online?
Si, ne compro una buona quantità. Ed un po’ di tutti i generi: amo sperimentare.
Compro poco online: preferisco spendere di più ed avere il cd tra le mani. Ma anche il vinile…

Credi che internet abbia cambiato molto la struttura discografica mondiale?
Decisamente si.
Anche se credo sia stata proprio la discografia a farsi cambiare.

Quali sono i criteri di scelta dei tuoi cd o lp?
Uhm…direi nessuno. Un po’ come per i libri: spesso colgo al volo una sensazione.
Discorso diverso per i gruppi preferiti: li vado davvero dritta alla meta.
Sempre che non siano pubblicazioni per allodole…

Qual è il tuo genere preferito (se ne hai uno)?
Ce ne sono tanti.
Direi che il glam rock primeggia su tutti.

La tua band rock preferita?
Queen.

La tua pop star preferita?
Robbie Williams.

Chi è secondo te il cantante più bravo?
Freddie Mercury.
Tra quelli ancora fra noi, George Michael.

Una canzone che ti ha fatto piangere, o almeno commosso?
Can’t get it out of my head, dell’Electric Light Orchestra.

Una canzone che ascolteresti all’infinito?
Starman, di David Bowie.

Qual è, secondo te, l’album perfetto (se ne esiste uno)?
La colonna sonora del The Rocky Horror Picture Show.
Ha tutto quello che si può desiderare da un’ora di ascolto.

Ascolti anche musica classica?
Certo.
Ed il mio compositore preferito è Mozart.
Ma amo molto anche le riletture Rondò Veneziano.

Sei musicista? Se no, che cosa ti sarebbe piaciuto suonare?
Sono più brava a cantare che a suonare.
Comunque strimpello chitarra (classica ed elettrica) e basso.
Per quieto vivere alla fine della terza media ho sepolto il flauto u_u …

Se potessi vivere la vita di una rock star o popstar per un giorno, chi sceglieresti?
Sono una donna tranquilla.
Potrei tranquillamente vivere come Ozzy Osbourne.

Potresti resistere per un mese senza ascoltare un po’ di musica?
Praticamente impossibile.
Però potrei cantarmi qualcosa da sola…

Una canzone che non sopporti?
Tutte quelle solecuore&amore. O anche sunheart&love.

Una band o artista che non sopporti?
Tutto quel genere di bands anni ’90 che scimmiottavano i Take That e le Spice Girls: ambedue mi stavano bellamente sul gozzo…ci mancavano solo i cloni!

Se potessi resuscitare un famoso musicista deceduto, chi sceglieresti?
Oltre all’immancabile Freddie, Marvin Gaye.

Meglio anni ’70, ’80 o ’90?
Settanta, senza dubbio.

Cosa pensi degli artisti contemporanei?
Che purtroppo osano poco.
O se osano…seguono poi sempre la stessa linea, senza avere la capacità e la forza di sperimentare oltre e finendo per comporre e cantare in modo ciclicamente identico.

C’è qualche artista/band che oggi meriterebbe più attenzione?
Tutte quelle bands e quegli artisti che non perdono le loro radici, reinventando il folk.

Cosa ne pensi dei talent shows musicali?
Potrebbero essere ottimi trampolini di lancio.
Se non fossero truccati più di una bagascia alle grandi manovre.

La canzone col miglior testo, secondo te?
Perfect day, di Lou Reed.

Mostrami il tuo cd preferito…

Ascolti spesso musica dal vivo?
Prima molto di più.
Negli ultimi cinque anni davvero a stille.
Purtroppo.

L’ultimo concerto importante al quale sei andata?
Uhhh…Elton John, se non erro.

Se potessi scegliere un artista/band da vedere dal vivo, chi sceglieresti?
Goran Bregovic.

Se potessi descriverti con un brano musicale, quale sceglieresti?
Songbird, dei Fleetwood Mac, nella versione di Eva Cassidy.

Pillola di felicità #7: un giorno perfetto

Perché anche se sono da sola, quando mi capita qualcosa di bello è come se ci fossero tutte le persone che ho più care.
Ed ecco che il “tu” di Lou Reed per me diventa un “voi” e…You made me forget myself: I thought I was someone else, someone good…

Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home

Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it’s such fun

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

You’re going to reap just what you sow…

Solo un giorno perfetto/Bevendo sangria nel parco/E poi, più tardi/Quando fa buio, andiamo a casa
Solo un giorno perfetto/dare da mangiare agli animali allo zoo/E poi, più tardi/un film, e poi casa
Oh, è talmente un giorno perfetto/Sono contento di averlo passato con te/Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti/Tu mi fai resistere
Solo un giorno perfetto/I problemi sono lasciati soli/Turisti per conto nostro/E’ così divertente
Solo un giorno perfetto/Mi hai fatto dimenticare me stesso/Pensavo di essere qualcun altro, qualcuno valido
Oh, è talmente un giorno perfetto/Sono contento di averlo passato con te/Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti/Tu mi fai resistere.

Pillola di felicità #6: la prima canzone del mio 2011

Non potevo sperare in scelta migliore dopo aver lanciato la riproduzione casuale:

“God works in mysterious ways,
mysterious ways”
One man one goal one mission,
One heart one soul just one solution,
One flash of light yeah one God one vision
One flesh one bone
one true religion
One voice one hope
One real decision
Wowowowo gimme one vision
No wrong no right,
I’m gonna tell you there’s no black and no white,
No blood no stain
All we need is one world wide vision
One flesh one bone
One true religion
One voice one hope
One real decision
Wowowowo oh yeah oh yeah oh yeah
I had a dream
When I was young
A dream of sweet illusion
A glimpse of hope and unity
And visions of one sweet union
But a cold wind blows
And a dark rain falls
And in my heart it shows
Look what they’ve done to my dream
So give me your hands
Give me your hearts
I’m ready
There’s only one direction
One world one nation
Yeah one vision
No hate no fight
Just excitation
All through the night,
It’s a celebration wowowowo yeah
One flesh one bone
One true religion
One voice one hope
One real decision
Gimme one night
Gimme ione hope
Just gimme
One man one man
One bar one night
One day hey hey
Just gimme gimme gimme
One vision
Fried chicken!

Una visione

“Dio opera in modi misteriosi,
modi misteriosi”
Un uomo, una meta, una missione/Un cuore, un’anima una sola soluzione/Un lampo di luce, sì, un Dio, una visione/Una carne, stesse ossa Una vera religione/Una voce, una speranza/Una vera decisione/Wohwohwohwoh, datemi una visione/Niente di sbagliato, niente di giusto/Ti dirò che non c’è nero e non c’è bianco,/Niente sangue, niente vergogna/Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una visione totale/Una carne, stesse ossa/Una vera religione/Una razza, una speranza/Una vera decisione/Wohwohwohwoh, oh sì, oh sì, oh sì/Ho fatto un sogno quand’ero giovane/Un sogno di dolce illusione/Un barlume di speranza e unità/E visioni di una dolce unione/Ma soffia un vento freddo/E cade una pioggia oscura/E nel mio cuore si vede/Guarda cos’hanno fatto al mio sogno/Quindi, datemi le vostre mani/Datemi i vostri cuori/Sono pronto/C’è solo una direzione/Un mondo, una nazione/Sì, una visione/Niente odio, niente guerra/Solo eccitazione/Per tutta la notte,/È una celebrazione wohwohwohwoh sì/Una carne, stesse ossa/Una vera religione/Una voce una speranza/Una vera decisione/Datemi una notte/Datemi una speranza/Datemi solo/Un uomo, un uomo/Un bar, una notte/Un giorno, ehi ehi/Datemi solo, datemi, datemi/Una visione/Pollo fritto!

Le passanti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere…

Da una poesia di Antoine Pol.

Una musica può fare…

Una musica può fare
cantare lililli o lalalla (maggiore)
Una musica può fare
cambiare nininni o nananna
Una musica può fare
dove sei, non mi vuoi, stai con me
Una musica può fare
cosa fai, non mi vuoi, tanto è uguale
Una musica può fare
Salvarti sull’orlo del precipizio
quello che la musica può fare
salvarti sull’orlo del precipizio
non ci si può lamentare

Una musica può fare
dormire i bambini il giorno
una musica può fare
svegliare i bambini la notte
una musica può fare

Solitudini bastate a farsi da mangiare
solitudini bastate a farti innamorare
sotto l’armadio (con la radio)…
sotto l’armadio (con la radio)…
sotto l’armadio

Una musica può fare
amare soltanto parole
una musica può fare
parlare soltanto d’amore

…una musica può fare…

Salvarti sull’orlo del precipizio
quello che la musica può fare
salvarti sull’orlo del precipizio
non ci si può lamentare…

Ozzy: urlo la mia gioia

Come sta, Mr. Osbourne?
«Bene, fantasticamente bene».

Si, Ozzy sta bene e questa è già una notizia. Da colui che ha ingurgitato più alcolici e stupefacenti di chiunque altro nella storia del rock’n’roll, una risposta positiva alla più classica delle domande è già un sospiro di sollievo. Perché Ozzy Osbourne, la leggenda “nera” dei Black Sabbath, stasera suona al Palasharp di Milano, accompagnato dai Korn, più giovani confratelli del metal, genere che Ozzy di fatto inventò all’inizio degli’anni’70.
L’estate scorsa, il cantante ha pubblicato un album, “Scream”, l’undicesimo da solista. E ha smesso con qualsivoglia forma di eccesso. Non è più tempo di mangiare pipistrelli o di sniffare file di formiche, come narrano divertiti annali del rock: questo signore di Birmingham, figlio di poverissimi operai delle Midlands, alla fine ha 61 anni. E molti si chiedono come sia arrivato integro sino a qui. Se lo deve esser chiesto anche il quotidiano britannico Sunday Times che, udite udite, gli ha da poco affidato una rubrica sulla pagina della salute.

Ozzy, si è dunque definitivamente “ripulito”?
«Oggi posso dire di sì, sul domani non garantisco. Quest’album, in cui “urlo” al mondo la mia gioia, l’ho registrato senza ricorrere ad alcuna sostanza».

E per questo che il Sunday Times le ha affidato la rubrica?
«Sfido chiunque ad aver consultato più medici di me. Vista la mia lunga esperienza in materia, posso permettermi di dare dei consigli. Se hai mal di testa, non prendere due aspirine, ma aspetta che ti passi come ho fatto tante volte io. Comunque sono tranquillo, in fondo a ogni articolo c’è un “disclaimer” (ndr un esonero dalle responsabilità): “Chi scrive queste righe non è un medico professionista”».

Il metal è invece in buona salute…
«Faccio questo mestiere da 42 anni: quante volte ho sentito dire che il metal era morto… e poi l’ho visto puntualmente rinascere. Perché ci sono bravissimi ragazzi come i Korn che divideranno il palco con me».

Ha detto che invece la televisione, vedi “The Osbournes”, il popolare reality sulla sua famiglia trasmesso da MTV qualche anno fa, non la rifarebbe più.
«Quella fa male. All’inizio la trasmissione mi piaceva, poi quelle telecamere che spiavano ogni singolo momento della mia vita, senza più alcuna privacy, mi hanno mandato fuori di testa. E ho ripreso a drogarmi. Ho dovuto smettere. Del resto, non ho iniziato a cantare per diventare un giorno una star televisiva. Se lo vede lei un Ozzy che presenta le previsioni del tempo?».

In effetti, no. Ma se nascesse domani, rifarebbe tutto quello che ha fatto?
«Si, per la gioia di rivedere un pubblico che mi sostiene».

Anche tutte le varie pazzie?
«Sì, altrimenti mi annoierei. Ma non per questo, invito gli altri a seguire il mio esempio».

Cosa sarebbe diventato se il rock non fosse entrato nella sua vita?
«Un pessimo scassinatore».

Quindi il rock l’ha salvata?
«No. Mi hanno salvato le persone che mi sono state vicine».

Fonte: Matteo Cruccu per “Il Corriere della Sera”.