Digressione

Sale

Seduta sulle pietre algide guardo le onde.
Mi e’ sempre piaciuto il mare in giorni cosi’ freddi: la spuma gonfia che picchia gli scogli, un sasso liscio che vedo gia’ sulla tua scrivania, le labbra riarse dal freddo e dal sale.
Tirano, fanno male e si gonfiano appena.
Sorridi.
E’ lo stesso dolore della foglia di ortica.
E come in quei momenti, aspetto il ghiaccio, i pizzicotti, le dita da succhiare lente, fino in fondo, quasi a lambire il palmo con la punta della lingua.
Invece arrivano i tuoi baci e me li fai contare, come fossero frustate: spaccano la pelle sottile delle mie labbra, delle tue, ed il sapore di ferro sapido inonda le gole.
Ti abbraccio, mi allontani stringendomi i gomiti.
– E poi, mamma?
– Lo sai…
– Oh, per piacere, ci piace sentirlo!
Chiudi il libro, ti alzi e lo racconti tu ai bambini.
Che non sapranno del tradimento che ci ha uniti, dell’ortica strofinata addosso, dei solchi del flogger.
Sanno delle risate intorno ad una cioccolata calda.
Sanno della dolcezza che hai pescato in me.
Sanno delle parole d’amore del loro papa’, che mi guarda mentre gioca con loro: ed io in quegli occhi mi nutro e mi disseto.

(Balente)

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