Il ragazzo che parlava con gli animali

«Riiivolta!», ritmavano i pescatori. «Riivolta! Adesso, su!»
La tartaruga si piegò su un lato, e si assestò con un tonfo, diritta sulla sabbia.
Ma non si allontanò subito.
L’enorme testa bruna fece capolino fuori dal guscio e si guardò diffidente intorno.
«Vai, tartaruga, vai!», gridò David. «Ritorna nel mare!»
La tartaruga socchiuse gli occhi neri e li alzò verso il ragazzo.
Erano occhi lucidi e vivi, pieni di una saggezza antica. David ricambiò lo sguardo della tartaruga e quando parlò la sua voce aveva un tono caldo e affettuoso.
«Addio, mia vecchia amica», disse. «Vai molto lontano questa volta.»
Gli occhi della tartaruga rimasero ancora qualche secondo a fissare il bambino.
Nessuno osava fare un gesto.
Poi, con grande dignità, il massiccio animale si volse, e si allontanò ancheggiando verso l’oceano.
Non aveva fretta.
Avanzava compostamente sulla sabbia, facendo oscillare lievemente il carapace. La gente la osservava in silenzio.

E’ una novella di Roald Dahl, potete trovare la versione completa nelle sue raccolte.

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